Mi chiamo Amy e la mia carriera è una lunga collezione di traumi culturali e illuminazioni arrivate tardi.
Per anni ho prestato servizio nelle trincee della scuola, un’esperienza che mi ha insegnato tutto ciò che c’è da sapere sulla pazienza e, soprattutto, sulla sua fine. Ho assistito alla trasformazione dell'istruzione da "trasmissione del sapere" a "gestione di crisi isteriche di genitori convinti che il proprio pargolo fosse il nuovo Einstein, nonostante l'evidente incapacità di distinguere un congiuntivo da un sintomo influenzale". Ne sono uscita pochi anni fa, non senza aver prima sviluppato un’ammirazione quasi mistica per il silenzio e la punteggiatura corretta.
Oggi vivo nel cuore pulsante di una grande città, un luogo dove la densità di abitanti per metro quadro è superata solo dalla densità di narcisisti.
Di cosa mi occupo per pagare il vino buono? Comunicazione e Marketing. Praticamente, passo il tempo a osservare come le parole vengano svuotate di significato per essere riempite di profitto.
Perché questo blog? Perché ho sentito il bisogno di uno spazio dove non si debba essere propositivi, resilienti o empatici. Su Il Naufragio con Vista, metto a disposizione la mia visione disillusa di chi conosce i meccanismi della persuasione.
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